venerdì 13 febbraio 2009

libertà

Stamane sono andata a donare il sangue.
Qualche grammo della mia vita è adesso nel corpo di uno sconosciuto.
L'ho fatto per scelta.
E mentre ero lì ho compilato il modulo per la dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti.
L'ho fatto per scelta.
Avrei desiderato riempire di dati un altro modulo, ma non esiste.
Perchè io non ho scelta.

E questo mi fa impazzire.
Quando il paese nel quale vivo mi toglie la possibilità di scegliere su cose solo mie imponendomi un'etica solo sua, mi sento rapinata della mia dignità.
Io non sono cattolica, non seguo nessuna religione ma tutte le regole del vivere civile.
Non rubo e non uccido. Non violento, rapisco, perseguito, danneggio.
IO NON LIMITO LA LIBERTA' di coloro che mi vivono intorno.
Io non decido cosa è giusto o sbagliato per gli altri, ma io VOGLIO DECIDERE COSA E' GIUSTO PER ME.
Voglio decidere se vivere o morire, voglio decidere se crescere o meno un bimbo malato, voglio decidere se prestare il mio utero alla migliore amica che non può avere figli, voglio decidere se passare la mia vita con una donna, con un uomo, da sola o con 30 gatti e un pappagallo.

Non ho nessuna intenzione di entrare nel merito dei fatti recenti, sarebbe inutile e scomodo, banale e noioso.

Ma io voglio indietro la mia libertà.

8 commenti:

Lady Cocca ha detto...

peccato che viviamo in un mondo governato da persone che non capiscono tutto questo..

intrigantipassioni ha detto...

... e' molto bello quello che scrivi...
... anch'io vorrei che fossero possibili tutte le cose che hai elencato... sono davvero importanti, forse per questo nessuno di degna di regolarizzarle... :-(

Anonimo ha detto...

Mi sembra di viaggiare
in zone rarefatte del pensiero,
dove si affina la mia disposizione a vivere
che si inebria di stili e discipline.
In un insieme irridente di parche voglie,
celebro il mio vanto i miei sensi la mia unicità.
Furono giorni di stanchezza assurda e depressiva,
di una totale mancanza di lucidità.
Quando ti chiedi in qualche letto sconosciuto,
che cosa hai fatto e perché vivi in tanta estraneità.
Sapessi che dolore l'esistenza
che vede nero dove nero non ce n'è.
Il fatto è che non posso più tornare indietro
che non riesco a vivere con te né senza di te,
credimi.
Perché noi siamo liberi di fare quello che vogliamo,
di uccidere, stuprare e rapinare
e vomitare critiche insensate,
parlare e dire solo sempre inutili cazzate,
per un bisogno quotidiano di tensione
in questo sfoggio naturale di pazzia.
Ci si può difendere restando in modo dell'indifferenza
contro questa crescita esponenziale di follia e di violenza,
o ritornare indietro all'antica pazienza
o ritornare indietro...
Ma io vorrei essere un'aquila vedere il piano del mondo
che inclina verso di noi e le leggi che si inchinano
lanciarmi a inseguire il tuo deserto
e i saperi solenni e le porte dorate cominciare di nuovo il viaggio

vito

cosimo ha detto...

Sai che c'è...che funziona così: o prendi, in tanti, un bastone e lo cali fortemente sulla testa di chi mette il naso nella tua vita, anche per decreto, o questo è (cattoclericofascismo, ma, in sostanza, mera strumentalizzazione preelettorale, da parte di tutti). L'Italia era e resta un paese profondamente illiberale e neocorporativo, familista e ipocrita.
E, quindi, ecco la morale per decreto, lo IOR e il ponte dei frati neri.
"Ora vi conto ogni cosa, ma tenetevi forte alle sedie: perché tutto si tiene, tutto si tocca, tutto si collega".

Silvia ha detto...

Gran bel post cara Beatrice.
Si dice che "Volere è potere"!
Chissà...

Possiamo almeno iniziare a batterci nelle piccole cose quotidiane tanto per iniziare.
Certo è che, a volte, anch'io sento d'impazzire in questo Paese.

Un abbraccio, a presto!

p.s.l'idea di Cosimo della bastonata collettiva però non è male :)

beatrice ha detto...

Lady: quelle persone le abbiamo votate noi e sta a noi rimandarle a casa.

Intriganti: sono cose che ci riguardano direttamente, dobbiamo ricordare al mondo il nostro diritto di decidere.

Vito: Sempre parole meravigliose per me. Queste hanno colpito corde profonde. Forse, ne parleremo più in la.

Cosimo: e se i bastoni fossero degli urli? Se le botte fossero i colpi in pancia delle parole scritte nel modo giusto?
Non voglio violentare un governo che mi violenta. Voglio solo togliergli il diritto di farlo.

Silvia: Grazie Silvia.
Ho la stramba sensazione che la lotta dal basso, questa volta non possa funzionare.

CyberLuke ha detto...

Forse basterebbe solo un po' di consapevolezza...
Quella che ci stanno rubando un po' alla volta, come ladri nella notte.
Ci svegliamo una mattina e ci sembra normale che non possiamo più fare questa o quella cosa.
Ci sembra normale che accadano certe cose e che non vengano punite.
Come diceva quella canzone di Silvestri?
"La dittatura c'è ma non si sa dove sta, non si vede da qua, non si vede da qua"...

beatrice ha detto...

CyberLuke: concordo pienamente con te.
E' che nemmeno ce ne accorgiamo.
Ogni giorno respiriamo una boccata d'aria in meno.
Non soffochiamo, non subito almeno.