domenica 7 agosto 2016

A letto, nuda, con la luce arancio dei lampioni a sottolineare I contorni di questo corpo straordinariamente imperfetto, con una voce tanto familiare quanto estranea che spoglia dentro, oltre.
Non mi sono mai spogliata per un uomo, la bretella del reggiseno che scivola, lo sguardo ammiccante, l'esposizione dei glutei sfilando le mutandine, eppure non riesco a tenere addosso gli indumenti dell'anima, leggeri veli bianchi, sottili, che scivolano tra le dita.

Come se, lievi, mi sfiorassero la pelle, cadendo sul pavimento immaginario della mia vita.
Mi scopro scoperta e timida, umida di sensazioni quasi tattili, pronta a mostrarmi senza apparire ridicola.

Esiste qualcosa, dentro me, di profondamente giusto e malato, tenero e sprezzante.
Esiste un fluido dolce che mi scorre nell'anima, nella pancia, tra le gambe, mi bagna le cosce, gli occhi, le caviglie.

Da una vita mi lascio masturbare la mente, penetrare con gli occhi, leccare con la punta delle dita.

Rotolo nei desideri, stanotte.
Mi lascio avvolgere dal mio respiro prima di dormire.
Sono cosí incredibilmente giusta, certe volte, cosí perdutamente amabile, fastidiosamente odiosa, schifosamente scopabile.

Un mondo intero



sabato 9 luglio 2016

Rampicanti


ferma a guardare il soffitto. la schiena sudata sulle lenzuola rosse, il silenzio dentro e la musica intorno, un solo altro respiro oltre il mio. Più lento, regolare e profondo.

sentire crescere, intorno, rigogliosi rampicanti di mille sfumature di verde, che si abbarbicano su pareti reticolate, le riempiono, le decorano e insieme escludono la vista, coprono, nascondono scorci di pelle e sguardi.

I muri si trasformano da bianchi e lisci a dipinti, colorati e sgargianti e ancora distrutti, con cocci sparsi a terra, come fossimo nella Berlino dell'89, senza riuscire a passare, sporgendo mani, braccia e labbra, curiosando attraverso i buchi, e oggi spostando le foglie facendomi strada con le dita e creando spazio in questa parete rampicante che mi separa da me, da quel che vorrei essere e che vorrei avere.



Che di trappole emotive ne ho sfuggite tante.
Che di pareti ne ho issate altrettante.
Alla continua ricerca di una libertà possente, straniante, capace di lenire, sedare, commuovere.
La spinta vitale mi possiede.



martedì 28 giugno 2016

Braccia

Gambe allenate a sostenere pesi imponenti.
Rialzarsi da terra e oltre. La terra sotto le unghie.
Risalire è facile, ormai, la cosa che so fare meglio. È come andare in bicicletta, una volta imparato è per sempre.
È lanciarsi il problema, per quello le gambe non servono, serve che ci sia qualcuno pronto a prenderti o, in caso contrario, è necessario avere braccia potenti, solide, strutturate.
Bisogna essere certi di sapersi agganciare ovunque, di poter tenere in mano un lembo di terra tagliente.
E io ho le braccia forti pert tirare su gli altri. Non me.

mercoledì 22 giugno 2016

collage

Denti lievemente asimmetrici, di un sorriso bianco candido
Occhi tristi nel contenuto e nella forma, persi.
Ricci scuri, scomposti, che toccano una fronte di pelle liscia, mora.
Spalle ampie, una nuca scoperta, i muscoli di chi fa.

Attimi di amore.
La cosa più strana del mondo è scoprirmi sempre innamorata.i parti e quasi mai del tutto.
Amare momenti, odori, volti.
Amare caviglie, capelli.

Pezzi di un collage sentimentale che se appartenessero a un solo essere sarebbero un’esplosione di inverosimile.

Ho tanto ragionato sulla possibilità di poter amare più persone e, nei fatti, lo faccio in questa spinta emotiva nei confronti di quelle poche persone che colpiscono il mio immaginario e entrano sotto le costole.
Ma la verità è che riesco a farmi amare da una persona soltanto alla volta.
Quando qualcuno mi ama, davvero, mi chiudo dentro quell’amore, e divento repellente ad altre forme, ad altri sentimenti, alla dolcezza di altra pelle.
Sono un monoaffettiva in ricezione e una poliamorica nell’esternazione.

che oggetto strano questo mio cuore.