giovedì 17 giugno 2010

con la faccia più scema che ho.


Guardavo il mio corpo riflesso nello specchio della sala di pilates, oggi.
E non lo riconoscevo, ancora una volta.
Ancora una volta il mio corpo non mi appartiene, è un involucro all'interno del quale non sembra che possa vivere una come me.
E non parlo di un mero giudizio estetico, stavolta. Il mio corpo non è più quella cosa terribile che vedevo prima su ogni parete riflettente, sono consapevole che seppur segnato dal passato adesso indosso un corpo quasi normale, ma lo vedo trasformarsi, cambiare con me indipendentemente da me.
Forse soffrirò di una crisi di mezza età precoce, forse ho semplicemente bisogno di provare a guardarmi da fuori per una volta.

Sono una donna che non è mai uguale a se stessa.
Sono un fiume che scorre.

Sono incapace di controllare dove andrò e cosa sarò.
Ma pensandoci bene, somiglio a quella che immaginavo di essere più di quanto creda.

martedì 1 giugno 2010

A.A.A.

Giovane donna single di buona cultura e presenza degna cerca fidanzato da passeggio* che abbia caratteristiche che superino di una spanna il minimo sindacale.
E' necessaria una bella presenza con tratti prevalentemente affascinanti, bel culo e bei denti, carattere docile ma passionale, capacità di comunicazione spiccate, esperienze sessuali sufficienti a non costringermi a dover spiegare sempre tutto.

Beatrice Gigliuto, signori, è tornata single.
Si visionano curricula.



* un fidanzato da passeggio (o da esposizione che dir si voglia) è colui che, esclusa ogni implicazione amorosa, si occupa dell'autostima della persona alla quale si accompagna deliziando lei sotto le lenzuola e gli amici di lei all'ora dell'aperitivo.

martedì 18 maggio 2010

riassunto delle puntate precedenti...

Cantavo Alanis in macchina, stanotte, le canzoni di un cd che è più vecchio della ragazzina di cui mi occupo ogni giorno da otto mesi, ricordavo ancora quasi tutte le parole anche se il significato non mi era chiaro come quando ero adolescente.
Anche questo mese treni e autogrill, molte notti passate a fingere di dormire in un letto vuoto per metà per una relazione finita ma non del tutto e ancora viva, ma non a sufficienza.
Stanotte, dicevo, ridevo in macchina mentre guidavo da sola, in compagnia di quattrocento copie di un giornale, suddivise in piccoli pacchi da dieci, da consegnare in punti scelti male della periferia di una Roma ultimamente sempre bagnata.
Questo il mio nuovo lavoro, e mi immagino a dire a tutti: " beh, si, lavoro ancora nell'editoria".
Rido che quasi mi vien da piangere.
Scrivo libri senza ispirazione, non traduco da troppo tempo, imposto riviste, e consegno giornali.
E poi penso che alla fine non faccio mica la puttana.
E poi penso che forse non c'è differenza, perchè fingersi lesbica per evitare rischi quando ritiro il giornale fresco di stampa in un mondo fatto di uomini, quando mi copro il più possibile perchè non si veda nessun accenno di me, perchè quando non mostro di avere un cervello per essere ben accettata in un mondo di stupidi, io mi sto svendendo.
E per gli stessi 30 euro.

lunedì 26 aprile 2010

nel silenzio

"Per un periodo quattro formaggi aveva lavorato in una pescheria.
Puliva i pesci e faceva consegne a domicilio.
Ogni giorno scaricavano delle cassette di polistirolo piende di grosse vongole.
Arrivavano vive, bastava metterle nella vasca e dopo dieci minuti tiravano fuori un lungo tubo bianco con il quale succhiavano l'acqua e l'ossigeno.
Ma era sufficiente avvicinare la punta di un coltello al guscio per farle scattare e richiudere per un'ora almeno.
Ma poi, quando si riaprivano, se le ritoccavi rimanevano chiuse solo mezz'ora.
E a furia di stuzzicarle ci si abituavano e non si chiudevano più.
A quel punto erano finite. Ci infilavi dentro la punta del coltello e le vongole, idiote, si chiudevano di scatto con tutta la lama dentro.
allora giravi la lama e il guscio si rompeva e nell'acqua usciva una nuvola marrone di carne ed escrementi.
A cosa serve il guscio se ti abituano a non usarlo?
E' meglio non averlo, allora, stare nudi, se serve solo al coltello per ucciderti.
Rino era come quella lama di coltello, Quattro formaggi ci si era abiutato e proprio per questo poteva fargli più male"

Come Dio comanda-Niccolò Ammaniti.