venerdì 10 giugno 2011

a venti centimetri da terra




camminano così, con quel suono delizioso di campanellini leggeri.
come se volassero, alla stessa distanza da terra di quando ci si innamora.
eppure quelle scarpe pesano, ti fanno guardare il mondo da un'altra prospettiva ma ti tengono inchiodata al pavimento.
come a non permetterti irrazionalità.
e ora mi ci sento, su quelle scarpe. ora che desidero più di ogni altra cosa camminare a venti centimetri da terra, nella leggerezza di un amore appena nato.
ora che sono inchiodata al suolo e non ho abbastanza forza per volare via.
tolgo i geta, sfilo i tabi, massaggiandomi una a una le dita smaltate.
snodo l'obi e elimino la polvere di riso dal viso e dalla nuca.
per un poco, non sarò più una geisha.

martedì 24 maggio 2011

il tatuato e la sorella


non scrivo di uomini da troppo tempo.
quindi mi sparo adesso un bocconcino prelibato.

Questo post parlava di tizi tatuati, ex fidanzate, sorelle, nomi e pompini.
Parlava, al passato, perchè i diretti interessati mi hanno chiesto di cancellarlo.
Era evidentemente offensivo.

mercoledì 4 maggio 2011

scrigno



"i desideri nel mio scrigno non sono uguali ai tuoi, ti prego scusami, se puoi."


quante volte mi è capitato di dire queste parole? e quante volte di sentirmele dire?
di certo ormai tanti anni fa, quando a fatica guardavo negli occhi quel ragazzino di un tempo, quello che ora ha comprato casa e lavora per una grossa casa editrice, quello che segue l'equipe di muratori e sceglie mattonelle, e che ancora, nonostante tutto, mantiene un sorriso e una certa serenità.
mi è successo subito dopo, quando mi sono fatta fregare da una persona per la quale ho, nel tempo, perso ogni forma di stima.
mi succede adesso. quasi ogni giorno. guardando in faccia chi prova a starmi accanto. guardandomi allo specchio.

ché certe volte penso di vivere una vita non mia, di realizzare i sogni di qualcun altro perché è più facile. Perché significa mettere meno in gioco la propria felicità.
ora che gli anni passano davvero, per me che sento di avere vent'anni anche se ormai viaggio per i trenta, ora che dovrei iniziare a diventare grande, e costruirmi una vita vera, ora che invece sono più zingara, instabile e confusa che mai.

e poi parlo con gli amici, e vedo che è per tutti un po' così.
è normale questa sensazione di essere sul tapis roulant? di correre correre e sudare ma non arrivare mai?
ma soprattutto arrivare dove?

pensieri stamani. dopo un concerto bellissimo e una notte passata sul divano di una casa non mia.

domenica 24 aprile 2011

la manina delle patatine


Avete presente quella manina appiccicosa, blu o verde o gialla o certe volte anche rosa, che si trovava nei pacchetti di patatine degli anni 80?
Quella cosa viscida che se la lanciavi alla parete o al frigo o ai mobili del salotto si appiccicava subito?
Ecco, esiste una categoria di uomini, e di donne a quanto pare, che vive i rapporti sentimentali come una manina delle patatine ben lanciata.
Conosce una donna carina, magari simpatica, si lancia in volata e si appiccica. Come se fosse la parete più bella del mondo.

Eppure, la manina delle patatine aveva un difetto, ve lo ricordate?
Si, attirava tutta la polvere dei 5 metri quadri intorno e si staccava, nottetempo, dal muro in questione nel giro di pochi giorni, se andava bene un paio di mesi.
E lasciava pure la macchia sulla carta da parati.

Ecco, G. è così. Una venerabile manina delle patatine. Uno che si innamori di qualunque cosa dotata di patate gli passi entro quei famosi 5 metri quadri di distanza, resta l' attaccato fin quando, nottetempo si stacca e sparisce dalla circolazione senza una parola che sia una.
E tu resti lì, con la forma di una manina appiccicosa blu sulla fronte, chiedendoti se dovrai rimuoverla con alcool etilico o se basterà il sapone.

Per il resto, buona Pasqua e tante manine appiccicose